Un NO deciso e definitivo alla centrale a biomasse!!!
I Comuni di Castiglion Fiorentino, Cortona, Foiano della Chiana, Marciano della Chiana, Lucignano, Monte S. Savino ed Arezzo, con i loro Sindaci, hanno condiviso un Documento comune che dice un NO deciso e definitivo alla proposta di Centrale a Biomasse presentata dalla Power Crop nell’area di Poggio Ciliego, perché:
1. Crea un danno irreversibile all’ambiente naturale, risorsa primaria dell’economia, della vita e del futuro delle popolazioni;
2. E’ un ostacolo allo sviluppo della Vallata, compromette l’agricoltura di qualità e i possibili sviluppi di una filiera agroalimentare, è in aperto contrasto con l’agriturismo e con i valori paesaggistici e culturali di un’area di alto valore storico;
3. Produce danni immediati e futuri alla salute dei cittadini con la possibilità di malattie cardiache, respiratorie, tumorali.
4. Non dà lavoro apprezzabile, anzi mette in pericolo i livelli occupazionali attuali e futuri.
E’ GIUSTO E SACROSANTO DIRE NO; E’ IMPORTANTE CHE IL NO VENGA DA UNA DECISIONE COMUNE DELLE AMMINISTRAZIONI CHE RAPPRESENTANO 150 MILA CITTADINI.
Un metodo giusto, che può fare altri passi in avanti per dire tanti SI per il futuro della Vallata dopo il No liberatorio allo scempio della storia, della natura e del futuro.
Stare insieme, insieme ai cittadini, ai produttori e ai lavoratori, è la carta vincente delle Amministrazioni comunali per dare risposte positive ai problemi dello sviluppo ecosostenibile della Valdichiana, alla gestione virtuosa dei rifiuti, alla riorganizzazione urbanistica e alla difesa del territorio e del paesaggio, al rinnovamento della sanità e delle politiche sociali e a molti altri problemi di comune interesse.
E’ possibile uscire dalla crisi con nuove prospettive, con più diritti, con più partecipazione e con più responsabilità collettiva.
Pensare in grande, senza illusioni ma senza rinunce, facendo insieme qui e ora ciò che serve ai cittadini, progettando un futuro di progresso e di qualità dell’economia e della vita di relazione, con alla base i principi di uguaglianza e di solidarietà della nostra Costituzione.
Pensare in grande, per una popolazione di 150 mila abitanti è quello che è richiesto ai Comuni della Vallata che possono trovare nelle leggi nazionali e regionali le forme di una nuova e sistematica unità.
Area Democratica - Castiglion Fiorentino, 25 dicembre 2012
L'Associazione Tutela Valdichiana promuove il perseguimento di uno scopo altruistico di rilevanza generale e sociale quale la tutela e la valorizzazione della natura, dell’ambiente e della salute della cittadinanza della zona geografica denominata, appunto, Valdichiana.
mercoledì 26 dicembre 2012
mercoledì 7 novembre 2012
Presentazione del progetto Powercrop (centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino)
Martedì 06 Novembre alle ore 10,00 (di mattina...), al Planet di Rigutino è stato presentato il progetto per la riconversione dell’ex-zuccherificio di Castiglion Fiorentino.
La Powercrop insiste per la collocazione a Poggio Ciliegio di una mega-centrale da 51,5 MW, nonostante i NO ricevuti da tutte e tre le istituzioni che si dovranno esprimere in merito al piano (Comune di Castiglion Fiorentino, Provincia di Arezzo e Regione Toscana) e da gran parte della Cittadinanza della Valdichiana.
La posizione del Comitato e Associazione Tutela Valdichiana è chiara da anni: NO a questo scellerato progetto e SI alla riconversione, con un piano industriale degno di questo nome, nell’ex-area dove insisteva lo zuccherificio!!!
E SI ad un lavoro salubre per tutti i lavoratori in cassa integrazione e per tutti i cittadini della Valdichiana!!!
Comitato e Associazione Tutela Valdichiana
La Powercrop insiste per la collocazione a Poggio Ciliegio di una mega-centrale da 51,5 MW, nonostante i NO ricevuti da tutte e tre le istituzioni che si dovranno esprimere in merito al piano (Comune di Castiglion Fiorentino, Provincia di Arezzo e Regione Toscana) e da gran parte della Cittadinanza della Valdichiana.
La posizione del Comitato e Associazione Tutela Valdichiana è chiara da anni: NO a questo scellerato progetto e SI alla riconversione, con un piano industriale degno di questo nome, nell’ex-area dove insisteva lo zuccherificio!!!
E SI ad un lavoro salubre per tutti i lavoratori in cassa integrazione e per tutti i cittadini della Valdichiana!!!
Comitato e Associazione Tutela Valdichiana
mercoledì 3 ottobre 2012
Lettera aperta sulla regolamentazione delle biomasse
I cittadini e gli operatori del settore che negli ultimi periodi hanno avuto l’occasione di installare i pannelli fotovoltaici conoscono benissimo la LR 11/2011 che regolamenta l’installazione di tali impianti in regione Toscana.
Quello che invece non è chiaro a tutti è perché da tale legge sono stati esclusi gli impianti a biomasse e gli impianti eolici la cui regolamentazione è stata rimandata ad altra legge che ancora non ha visto la luce, nonostante la Regione abbia inviato ad inizio 2012 alle singole Provincie toscane una proposta per la definizione di aree non idonee alla installazione di impianti per la produzione di energie elettrica alimentati a biomasse e da fonte eolica e dei relativi criteri per il corretto inserimento nel paesaggio, perché queste portassero il proprio contributo.
La Provincia di Arezzo ha contribuito prima approvando una mozione (delib. Consiglio Provinciale n.5 del 12/1/2012) e poi inviando con sollecitudine alla Regione le proprie proposte sul testo ricevuto sottolineando che sarebbe stato auspicabile aver proceduto in maniera congiunta alla emanazione delle linee guida per il fotovoltaico, le biomasse e l’eolico onde evitare potenziali discrasie nell’individuazione delle aree non idonee per ciascun tipo di tecnologia assicurando un’impostazione omogenea nell’affrontare le diverse tematiche paesaggistiche ed ambientali.
In Toscana ci sono “in itinere” autorizzazioni per tre grosse centrali a biomasse e i territori nei quali non possono sorgere impianti di produzione di energia elettrica da fonti alternative sono stati individuati con due leggi separate (di cui quella per le biomasse ed eolico ancora in bozza): questo fa pensare a qualcuno che l'approvazione di tale legge sia stata sospesa in attesa che si compiano gli iter autorizzativi per questi tre impianti.
Inoltre gli installatori e produttori di pannelli fotovoltaici si chiedono perché è stata già regolamentata l’installazione degli impianti fotovoltaici mentre l’installazione degli impianti a biomasse dopo un anno e mezzo ancora no.
Ci chiediamo poi cosa potrebbero pensare gli abitanti di zone di pregio che vedessero autorizzato un impianto prima dell’emanazione della legge in questione, emanazione che ritarda per la latitanza dei nostri politici.
Fra le altre cose, se è vero che gli impianti di produzione di energia elettrica a pannelli solari a terra “consumano” terreno agricolo, è altrettanto vero che impianti a biomasse sono molto impattanti dal punto di vista paesaggistico oltre che dannosi per la salute umana.
In considerazione di tutto ciò chiediamo ai politici regionali di adoperarsi affinchè tale legge veda la luce quanto prima in modo che tutto il settore delle “rinnovabili” possa avere un trattamento omogeneo.
Lettera dell'Associazione Tutela Valdichiana sulla regolamentazione delle Biomasse
Formato PDF
Quello che invece non è chiaro a tutti è perché da tale legge sono stati esclusi gli impianti a biomasse e gli impianti eolici la cui regolamentazione è stata rimandata ad altra legge che ancora non ha visto la luce, nonostante la Regione abbia inviato ad inizio 2012 alle singole Provincie toscane una proposta per la definizione di aree non idonee alla installazione di impianti per la produzione di energie elettrica alimentati a biomasse e da fonte eolica e dei relativi criteri per il corretto inserimento nel paesaggio, perché queste portassero il proprio contributo.
La Provincia di Arezzo ha contribuito prima approvando una mozione (delib. Consiglio Provinciale n.5 del 12/1/2012) e poi inviando con sollecitudine alla Regione le proprie proposte sul testo ricevuto sottolineando che sarebbe stato auspicabile aver proceduto in maniera congiunta alla emanazione delle linee guida per il fotovoltaico, le biomasse e l’eolico onde evitare potenziali discrasie nell’individuazione delle aree non idonee per ciascun tipo di tecnologia assicurando un’impostazione omogenea nell’affrontare le diverse tematiche paesaggistiche ed ambientali.
In Toscana ci sono “in itinere” autorizzazioni per tre grosse centrali a biomasse e i territori nei quali non possono sorgere impianti di produzione di energia elettrica da fonti alternative sono stati individuati con due leggi separate (di cui quella per le biomasse ed eolico ancora in bozza): questo fa pensare a qualcuno che l'approvazione di tale legge sia stata sospesa in attesa che si compiano gli iter autorizzativi per questi tre impianti.
Inoltre gli installatori e produttori di pannelli fotovoltaici si chiedono perché è stata già regolamentata l’installazione degli impianti fotovoltaici mentre l’installazione degli impianti a biomasse dopo un anno e mezzo ancora no.
Ci chiediamo poi cosa potrebbero pensare gli abitanti di zone di pregio che vedessero autorizzato un impianto prima dell’emanazione della legge in questione, emanazione che ritarda per la latitanza dei nostri politici.
Fra le altre cose, se è vero che gli impianti di produzione di energia elettrica a pannelli solari a terra “consumano” terreno agricolo, è altrettanto vero che impianti a biomasse sono molto impattanti dal punto di vista paesaggistico oltre che dannosi per la salute umana.
In considerazione di tutto ciò chiediamo ai politici regionali di adoperarsi affinchè tale legge veda la luce quanto prima in modo che tutto il settore delle “rinnovabili” possa avere un trattamento omogeneo.
Lettera dell'Associazione Tutela Valdichiana sulla regolamentazione delle Biomasse
Formato PDF
venerdì 6 luglio 2012
Associazione Tutela Valdichiana: 1.200 firme contro le centrali a biomasse
Il territorio della Valdichiana e la salute dei suoi cittadini sono in pericolo.
La situazione è critica ed occorre che la popolazione si faccia parte attiva per promuovere una semplice richiesta: le amministrazioni pubbliche devono mettersi dalla parte del cittadino, tutelando in primis la sua salute ed i suoi interessi.
Niente falsi allarmismi: la Valdichiana e chi vi vive sono oggi seriamente minacciati dalla costruzione di centrali a biomasse, realizzate a spese dei cittadini.
A loro spese sia perché chi costruisce o vorrebbe realizzare tali impianti gode dei finanziamenti che arrivano direttamente dalla bolletta elettrica per il sostegno delle energie alternative, sia perché essi non portano alcun tipo di beneficio per la popolazione rappresentando, anzi, un grave rischio per la salute.
In Valdichiana si sta cercando di creare una "cintura" di centrali a biomasse che di "bio" non hanno assolutamente nulla.
La produzione di energia elettrica non avverrebbe, infatti, utilizzando risorse disponibili nelle nostre terre (la "filiera corta") ma utilizzerebbe combustibili di origine incerta sviluppando emissioni fortemente inquinanti.
La costruzione delle centrali a biomasse in Valdichiana non trova alcun genere di giustificazione se non la volontà di pochi di speculare sulla pelle dei cittadini.
La centrale a biomasse che vorrebbero realizzare a Rigutino è un esempio lampante. Esaminando la documentazione prodotta dalla società che ha richiesto le autorizzazioni per la costruzione dell'impianto, è emerso come questo brucerà olio di palma proveniente dall'Africa o da altri Paesi lontani senza rispettare il criterio di filiera corta che dovrebbe essere comunque imprescindibile per tutelare la salute non soltanto della popolazione rigutinese ma quella degli abitanti dell'intera vallata.
La centrale di Rigutino dovrebbe avere una "dimensione" inferiore al Megawatt pur con una potenzialità decisamente maggiore: un escamotage, questo, che consente al costruttore di sottrarsi a tutta una serie di adempimenti e di obblighi.
Ed ecco che così facendo chiunque può costruirsi una centrale in grado di sviluppare giorno e notte polveri ultrafini che non si fermano alle prime vie aeree ma scendono molto in profondità, direttamente a livello polmonare, diossine, ossidi dannosi ed altre sostanze gravemente dannose per la salute.
Il particolato più fine viene trasportato dal vento per chilometri e, potenzialmente, è in grado di interessare località della Valdichiana anche piuttosto distanti l'una dall'altra.
È quindi indispensabile esortare coloro che amministrano la cosa pubblica a bloccare sul nascere la costruzione di centrali che non portano alcun vantaggio, neppure in termini occupazionali, che sono realizzate esclusivamente a mero titolo speculativo e che rappresentano un grave pericolo per la salute dei cittadini.
L'Associazione Tutela Valdichiana ha deciso di rivolgersi al Comune di Arezzo, nella persona del Sindaco Giuseppe Fanfani, affinché venga presa una posizione decisa rispetto al problema delle centrali a biomasse nel nostro territorio.
Con l'intento di esortare il Sindaco a farsi parte diligente contro la costruzione di centrali a biomasse potenzialmente dannosissime per la salute dei cittadini, è stata organizzata una raccolta firme che ha visto la partecipazione di circa 1.200 cittadini in soli 3 giorni.
Milleduecento persone hanno infatti sottoscritto la petizione che l'Associazione ha appena provveduto a recapitare al Sindaco Fanfani esprimendo forte ansia e grave preoccupazione per l'ipotesi della creazione di centrali nell'area di Poggio Ciliegio, in località Rigutino - all'interno del centro abitato ed in adiacenza alle abitazioni - ed in tutta la vallata in generale, richiedendo un tempestivo intervento di Comune, Provincia e Regione affinché il business delle biomasse non sia lasciato nelle mani di chi guarda esclusivamente al profitto personale.
L'Associazione Tutela Valdichiana auspica che venga aperto a strettissimo giro un tavolo di discussione con l'intento di porre dei paletti: al primo posto deve esservi in ogni caso la salute del cittadino. Nel frattempo è indispensabile agire con la massima prudenza negando l'autorizzazione alla costruzione di qualunque centrale a biomasse.
In gioco c'è il futuro nostro, dei nostri figli e dei nostri nipoti.
L'Associazione Tutela Valdichiana invita tutti i cittadini ad esprimere il proprio diniego alla creazione delle centrali a biomasse nel territorio del Comune di Arezzo e nella Valdichiana nel suo complesso. È fondamentale che ognuno di noi informi amici, parenti e conoscenti circa la pericolosità delle centrali a biomasse, così come esse verrebbero realizzate nella nostra terra.
A.T.V. - 06-07-12
La situazione è critica ed occorre che la popolazione si faccia parte attiva per promuovere una semplice richiesta: le amministrazioni pubbliche devono mettersi dalla parte del cittadino, tutelando in primis la sua salute ed i suoi interessi.
Niente falsi allarmismi: la Valdichiana e chi vi vive sono oggi seriamente minacciati dalla costruzione di centrali a biomasse, realizzate a spese dei cittadini.
A loro spese sia perché chi costruisce o vorrebbe realizzare tali impianti gode dei finanziamenti che arrivano direttamente dalla bolletta elettrica per il sostegno delle energie alternative, sia perché essi non portano alcun tipo di beneficio per la popolazione rappresentando, anzi, un grave rischio per la salute.
In Valdichiana si sta cercando di creare una "cintura" di centrali a biomasse che di "bio" non hanno assolutamente nulla.
La produzione di energia elettrica non avverrebbe, infatti, utilizzando risorse disponibili nelle nostre terre (la "filiera corta") ma utilizzerebbe combustibili di origine incerta sviluppando emissioni fortemente inquinanti.
La costruzione delle centrali a biomasse in Valdichiana non trova alcun genere di giustificazione se non la volontà di pochi di speculare sulla pelle dei cittadini.
La centrale a biomasse che vorrebbero realizzare a Rigutino è un esempio lampante. Esaminando la documentazione prodotta dalla società che ha richiesto le autorizzazioni per la costruzione dell'impianto, è emerso come questo brucerà olio di palma proveniente dall'Africa o da altri Paesi lontani senza rispettare il criterio di filiera corta che dovrebbe essere comunque imprescindibile per tutelare la salute non soltanto della popolazione rigutinese ma quella degli abitanti dell'intera vallata.
La centrale di Rigutino dovrebbe avere una "dimensione" inferiore al Megawatt pur con una potenzialità decisamente maggiore: un escamotage, questo, che consente al costruttore di sottrarsi a tutta una serie di adempimenti e di obblighi.
Ed ecco che così facendo chiunque può costruirsi una centrale in grado di sviluppare giorno e notte polveri ultrafini che non si fermano alle prime vie aeree ma scendono molto in profondità, direttamente a livello polmonare, diossine, ossidi dannosi ed altre sostanze gravemente dannose per la salute.
Il particolato più fine viene trasportato dal vento per chilometri e, potenzialmente, è in grado di interessare località della Valdichiana anche piuttosto distanti l'una dall'altra.
È quindi indispensabile esortare coloro che amministrano la cosa pubblica a bloccare sul nascere la costruzione di centrali che non portano alcun vantaggio, neppure in termini occupazionali, che sono realizzate esclusivamente a mero titolo speculativo e che rappresentano un grave pericolo per la salute dei cittadini.
L'Associazione Tutela Valdichiana ha deciso di rivolgersi al Comune di Arezzo, nella persona del Sindaco Giuseppe Fanfani, affinché venga presa una posizione decisa rispetto al problema delle centrali a biomasse nel nostro territorio.
Con l'intento di esortare il Sindaco a farsi parte diligente contro la costruzione di centrali a biomasse potenzialmente dannosissime per la salute dei cittadini, è stata organizzata una raccolta firme che ha visto la partecipazione di circa 1.200 cittadini in soli 3 giorni.
Milleduecento persone hanno infatti sottoscritto la petizione che l'Associazione ha appena provveduto a recapitare al Sindaco Fanfani esprimendo forte ansia e grave preoccupazione per l'ipotesi della creazione di centrali nell'area di Poggio Ciliegio, in località Rigutino - all'interno del centro abitato ed in adiacenza alle abitazioni - ed in tutta la vallata in generale, richiedendo un tempestivo intervento di Comune, Provincia e Regione affinché il business delle biomasse non sia lasciato nelle mani di chi guarda esclusivamente al profitto personale.
L'Associazione Tutela Valdichiana auspica che venga aperto a strettissimo giro un tavolo di discussione con l'intento di porre dei paletti: al primo posto deve esservi in ogni caso la salute del cittadino. Nel frattempo è indispensabile agire con la massima prudenza negando l'autorizzazione alla costruzione di qualunque centrale a biomasse.
In gioco c'è il futuro nostro, dei nostri figli e dei nostri nipoti.
L'Associazione Tutela Valdichiana invita tutti i cittadini ad esprimere il proprio diniego alla creazione delle centrali a biomasse nel territorio del Comune di Arezzo e nella Valdichiana nel suo complesso. È fondamentale che ognuno di noi informi amici, parenti e conoscenti circa la pericolosità delle centrali a biomasse, così come esse verrebbero realizzate nella nostra terra.
A.T.V. - 06-07-12
lunedì 25 giugno 2012
Associazione Tutela Valdichiana, contenti per la decisione del Comune di Castiglioni
Finalmente si tiene conto dello spregio che sarebbe stato inferto alla nostra vallata tutta - e non soltanto al territorio di Castiglion Fiorentino - per cui un grazie - almeno per adesso - al sindaco Bittoni a nome di tutti gli abitanti della Valdichiana.
La PowerCrop aveva presentato il progetto disattendendo tutti gli accordi ufficiali firmati, sia per quanto riguarda il dimensionamento che la localizzazione, ma soprattutto lo aveva fatto quando il comune era ancora commissariato.
Bene ha fatto il Consiglio Comunale ad approvare un simile atto d'indirizzo.
Adesso ci aspettiamo dal Comune una coerenza totale, ovvero una ferma opposizione a qualunque progetto altamente impattante, ovunque localizzato ed avente chiari intenti speculativi.
Auspichiamo inoltre la risoluzione dei problemi legati al lavoro dei cassaintegrati che - nonostante le continue dichiarazioni di alcuni sindacati e della società stessa - non avrebbero potuto trovare una completa soluzione con la realizzazione del progetto presentato alla Provincia nell'ottobre 2011.
Ci auguriamo infine che l'area ex-Sadam, dopo opportuna bonifica, possa essere un'occasione di sviluppo sostenibile per il Comune di Castiglion Fiorentino e per l'intera vallata.
Associazione Tutela Valdichiana - 21 Giugno 2012
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